Feb 14

Specializzazione sul sostegno, pubblicato il decreto del Miur

Sostegno, il Miur ha pubblicato il decreto n. 92/2019 con le disposizioni in vista dei percorsi di specializzazione. Per scaricare il decreto cliccare qui.

Feb 06

Autonomia differenziata, dura presa di posizione dei sindacati confederali Scuola

Dura presa di posizione dei sindacati confederali del comparto istruzione e ricerca (Flc CGIL, CISL FSUR, UIL Scuola RUA) che denunciano le gravi conseguenze legate al conferimento di maggiori poteri alle Regioni in materia di istruzione, come richiesto da alcune Regioni con le quali il Governo è in procinto di sottoscrivere le intese sulla concessione della cosiddetta “autonomia differenziata”.
Un percorso che i sindacati, rivolgendosi al Governo, alle Commissioni Istruzione di Camera e Senato e ai Presidenti delle due Camere, chiedono di bloccare, rivendicando come indispensabile un ampio confronto nelle aule Parlamentari e nel Paese per salvaguardare il sistema di istruzione unitario che sta a cuore all’intera comunità nazionale.
Quello che si ipotizza – scrivono Francesco Sinopoli, Maddalena Gissi e Giuseppe Turi –  non è un semplice decentramento amministrativo: siamo in realtà in presenza di un progetto di vera e propria devoluzione, che investirebbe in pieno il sistema scolastico del Paese, minando l’unità culturale della nazione, per dare vita a progetti formativi regionali e localistici ben al di là di quella giusta attenzione alle specificità territoriali che, già a sistema vigente, sono assicurati dall’autonomia scolastica prevista dalla stessa Costituzione“. Il venir meno del carattere unitario e nazionale del sistema d’istruzione sarebbe, secondo i segretari generali dei sindacati scuola confederali, un vero e proprio tradimento del lavoro che quotidianamente la scuola svolge per promuovere in ogni angolo d’Italia l’effettivo esercizio del diritto allo studio e rafforzare la coesione della comunità nazionale.

Gen 30

Integrazione graduatorie di istituto, ecco le istruzioni del Miur

Il Miur ha emanato la nota prot. n. 3934 del 29.1.2019 con la quale l’Amministrazione – trasmettendo il proprio decreto dipartimentale n. 73 del 28.1.2019 insieme alla relativa modulistica – detta le istruzioni operative concernenti

  • l’inserimento in II fascia aggiuntiva (“I soggetti che hanno acquisito il titolo di abilitazione per la scuola dell’infanzia e primaria e per la scuola secondaria di I e II grado entro il 1° febbraio 2019 possono richiedere l’inserimento nella II fascia delle relative graduatorie di istituto e sono collocati, in un elenco aggiuntivo alla graduatoria di inizio triennio”) – Utilizzare il “modello A3” che dovrà essere trasmesso entro il termine del 16 febbraio 2019, tramite raccomandata A/R, PEC o consegna a mano con rilascio di ricevuta ad una istituzione scolastica della provincia prescelta e secondo le modalità descritte all’art. 7, comma 1, lett. A) del D.M. 374/2017
  • la presentazione del titolo di specializzazione sul sostegno conseguito entro il 1° febbraio 2019 (“E’ consentito agli aspiranti che hanno conseguito il titolo di specializzazione per il sostegno agli alunni con disabilità di inserirlo nelle graduatorie di istituto ove sono presenti, per l’attribuzione delle relative supplenze”) – Utilizzare il “modello A5” esclusivamente, in modalità telematica; il modello sarà disponibile sul portale POLIS del sito internet del Miur nel periodo compreso tra il 4 febbraio e il 22 febbraio 2019 (entro le ore 14.00)
  • il riconoscimento della priorità assoluta nell’attribuzione delle supplenze di III fascia (“Nelle more della costituzione triennale delle graduatorie di istituto e dell’apertura dei termini per la costituzione semestrale degli elenchi aggiuntivi … i soggetti inseriti nelle graduatorie della III fascia che acquisiscono il titolo di abilitazione possono presentare domanda di precedenza assoluta, nell’attribuzione delle supplenze da III fascia per le corrispettive classi di concorso”) – Le domande dovranno essere presentate – attraverso la compilazione “on line” del “modello A4” mediante le funzioni POLIS – all’istituzione scolastica capofila prescelta all’atto di inclusione in III fascia, scuola che avrà cura di prenderla tempestivamente in carico con le funzioni SIDI appositamente predisposte
  • la scelta delle sedi scolastiche che sarà effettuata telematicamente attraverso POLIS dal 25 febbraio al 15 marzo 2019 (entro le ore 14.00). Gli aspiranti già collocati per altri insegnamenti nelle graduatorie di I, II, e III fascia delle graduatorie di istituto e/o negli elenchi aggiuntivi alla II fascia relativi alle “finestre” precedenti, potranno sostituire, nella stessa provincia di iscrizione – esclusivamente per nuovi insegnamenti – una o più istituzioni scolastiche già espresse all’atto della domanda di inserimento.

Gen 21

Corso di preparazione al Concorso Dsga, iscrizioni entro il 1°febbraio

La Cisl Scuola di Caserta organizza, in collaborazione con l’Irsef-Irfed, il Corso di preparazione al concorso per Dsga, il cui bando è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dello scorso 28 dicembre (le domande possono essere inviate fino al prossimo 28 gennaio).

Le attività formative sono riservate agli iscritti (o a chi intenda iscriversi) alla Cisl Scuola di Caserta ed articolate in 12 lezioni in programma presso il salone della Ust Cisl in via Ferrarecce a Caserta.

Coordinatore del corso è Salvatore Montesano, autore del manuale “Diventare Dsga”, guida puntuale e completa pensata proprio per chi si appresta ad affrontare il concorso.

Il costo di partecipazione è di 200 euro più, eventualmente, quello dell’iscrizione al sindacato.

L’iscrizione al corso si potrà perfezionare entro venerdì 1° Febbraio presso la sede della Cisl Scuola di Caserta, in via Ferrarecce 26*, versando il 50 per cento della quota prevista.

Il corso si terrà al raggiungimento di almeno 15 iscritti.

 

Maria Rosaria Manco

Segretario generale Cisl Scuola Caserta     

 

*Gli uffici della Cisl Scuola di Caserta sono aperti dal lunedì al venerdì dalle 16.30 alle 19. Per contatti chiamare allo 0823329160. 

Comunicato corso Dsga

 

Gen 17

Scuola, dati Aran: la Cisl è il sindacato più rappresentativo del comparto

La CISL è il sindacato più rappresentativo nel comparto istruzione e ricerca. La conferma arriva con la diffusione dei dati da parte dell’ARAN, che assegnano al sindacato di Maddalena Gissi il primo posto nella “classifica” determinata dal mix fra numero di iscritti e voti ottenuti per le RSU. Il secondo posto della FLC CGIL e il terzo della UIL Scuola ribadiscono la netta prevalenza nel comparto del sindacalismo confederale, che raccoglie quasi il 65% dei consensi.
Grande soddisfazione per un risultato che è frutto in primo luogo della grande capacità di lavoro delle nostre strutture territoriali – afferma Maddalena Gissi – punto di riferimento sicuro e affidabile per il personale della scuola, dell’Università e AFAM e della Ricerca in ogni angolo del Paese. Un rapporto diretto, costante, quotidiano, quello della nostra dirigenza; non virtuale ma concreto, con tantissime persone, sui luoghi di lavoro e nelle nostre sedi, spesso affollate all’inverosimile. Un lavoro faticoso, ma è una fatica ripagata dalla consapevolezza dell’importanza, del significato e del valore che può avere l’azione del sindacato nella nostra società”.
Il modello di sindacato che la CISL incarna, tenendo insieme concretezza e visione, riscuote un consenso ampio, e i numeri lo dimostrano con grande evidenza – conclude la segretaria generale della FSUR CISL – gli iscritti sono certificati dal Tesoro, i voti sono stati ottenuti in una consultazione alla quale ha partecipato l’80% del personale. Al di là di tante chiacchiere, è la conferma che il sindacato continua a svolgere una funzione essenziale di rappresentanza ed è per questo anche un fattore fondamentale di democrazia”.

Gen 16

Gissi: misure anti assenteismo: inutili, costose, offensive

Credevamo che la stagione dei lavoratori pubblici assimilati a fannulloni fosse finita, ma dobbiamo purtroppo ricrederci: questo governo rilancia e rafforza un’idea del lavoro pubblico sostenuta da un misto di pressapochismo e di demagogia che offende, indigna e preoccupa. Contrastare e prevenire i fenomeni di assenteismo è doveroso, ma non c’è alcuna ragione di farlo utilizzando modalità che risultano lesive della dignità delle persone, o prendendo a pretesto gli sbagli di pochi per alimentare un generale discredito sulle pubbliche amministrazioni e sul loro personale. La CISL era stata molto chiara su questo, anche nel novembre scorso, quando si era svolta l’audizione presso la Commissione Lavoro del Senato sul disegno di legge cosiddetto “concretezza”: in particolare aveva invitato a tenere debitamente conto del fatto che le scuole, anche se comprese tra le amministrazioni pubbliche, sono caratterizzate da specificità che riguardano sia la tipologia di servizio che particolari garanzie di rango costituzionale operanti nell’ambito del sistema di istruzione, come la libertà di insegnamento e la stessa autonomia scolastica. Si caratterizzano inoltre per le ridotte dimensioni amministrative e lo stesso legislatore ne ha sempre riconosciuta la particolarità tra le amministrazioni dello Stato, anche nelle disposizioni relative alla funzione dirigenziale e agli organismi di valutazione. Basterebbe un minimo di buon senso per rendersi conto di quanto, nel caso delle istituzioni scolastiche, la rilevazione dei dati biometrici sia una soluzione decisamente sproporzionata, trattandosi di unità amministrative di dimensioni così ridotte da rendere agevole ed immediato il controllo sulla presenza del personale: inutilmente onerosa, è il caso di aggiungere, per i bilanci già ridotti all’osso delle nostre scuole. Riguardo ai dirigenti, siamo a un vero e proprio assurdo, ed è stupefacente che un governo autorizzi la stipula di un contratto in cui si riconoscono autonomia e flessibilità nella gestione del proprio orario di servizio, e poi ipotizzi addirittura il ricorso a sistemi di “verifica biometrica” e di videosorveglianza per contrastare presunti rischi di “assenteismo”.
L’impressione è che si stia andando nella direzione esattamente opposta a quella che sarebbe necessario intraprendere, tutelando il benessere organizzativo e l’immagine di quanti, come i lavoratori della scuola, svolgono la propria attività con innegabile spirito di servizio, spesso affrontando in solitudine disagi e tensioni che dal contesto sociale si riflettono sulla scuola e su chi vi opera.
Il ministro Bussetti in più occasioni ha espresso la sua volontà di sostenere e tutelare la dignità professionale del personale scolastico: personale ATA, docenti, dirigenti. Ha l’occasione per farlo, anche richiamando a più ponderata ragionevolezza i suoi colleghi di Governo.

Roma, 15 gennaio 2019

Maddalena Gissi, segretaria generale CISL Scuola

Gen 03

Il testo del contratto integrativo Mobilità 2019/20

Porta la data del 31 dicembre 2018 il CCNI per la mobilità del personale docente, educativo e ATA per il 2019/20. Seguirà prossimamente l’Ordinanza Ministeriale che fisserà come di consueto le scadenze per la presentazione delle domande e le date di pubblicazione dei movimenti.
Nei prossimi giorni renderemo disponibili materiali di illustrazione e approfondimento dei contenuti del contratto. Per consultare il testo completo del contratto cliccare qui.

Gen 03

Concorso Dsga, domande entro il 28 gennaio

E’ stato pubblicato lo scorso 28 dicembre in Gazzetta Ufficiale l bando di concorso per il reclutamento di 2.004 Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi (DSGA) per le scuole statali di ogni ordine e grado. La procedura concorsuale, per titoli ed esami, si articola su base regionale. La domanda di partecipazione potrà essere presentata esclusivamente online, attraverso l’applicazione POLIS, fino a tutto il 28 gennaio 2019. Sarà possibile presentare domanda per una sola Regione.
Qualora, a livello regionale, il numero dei candidati sia superiore a quattro volte il numero dei posti disponibili, le prove di esame saranno precedute da una prova preselettiva nazionale computer based, della durata massima di 100 minuti, che si svolgerà nelle sedi individuate dagli USR e consisterà nella somministrazione di 100 quesiti relativi alle discipline previste nel bando.
Ogni quesito consisterà in una domanda seguita da quattro risposte, delle quali solo una sarà esatta. La valutazione della prova preselettiva sarà effettuata assegnando 1 punto a ciascuna risposta esatta, zero punti alle risposte non date o errate. Il punteggio della prova preselettiva sarà restituito al termine della prova stessa.
All’esito della preselezione, accederà agli scritti un numero di candidati pari a tre volte il numero dei posti messi a concorso per ciascuna Regione.
I candidati dovranno affrontare due prove scritte, ognuna con un tempo di 180 minuti:

  • una prova costituita da sei domande a risposta aperta, relative agli argomenti indicati nel bando
  • una prova teorico-pratica, consistente nella risoluzione di un caso concreto attraverso la redazione di un atto su uno degli argomenti indicati nel bando

La commissione assegnerà alle prove scritte un punteggio massimo di 30 punti ciascuna. Ciascuno dei sei quesiti a risposta aperta riceverà un punteggio compreso tra zero e 5 che sia multiplo intero di 0,5. La prova teorico-pratica riceverà un punteggio compreso tra zero e 30.
Accederanno alla prova orale i candidati che avranno conseguito, in ciascuna delle prove, un punteggio di almeno 21/30.

La prova orale sarà composta da un colloquio sulle materie d’esame, che accerterà la preparazione professionale del candidato e la sua capacità di risolvere un caso riguardante la funzione di DSGA; da una verifica della conoscenza degli strumenti informatici e delle tecnologie della comunicazione più comuni; da una verifica della conoscenza della lingua inglese. La commissione assegna alla prova orale un punteggio massimo complessivo di 30 punti. La prova sarà superata dai candidati che conseguiranno un punteggio non inferiore a 21 punti.

Sul sito del MIUR sarà allestita un’apposita sezione accessibile tramite la fascia “Mondo MIUR” e l’apposito banner “Concorso DSGA”.

fonte – www.cislscuola.it

Dic 17

Contratto Dirigenti scolastici, il testo dell’ipotesi di accordo

Finalmente, il rinnovo del contratto dei dirigenti scolastici non è più un miraggio. A lungo inseguito, a tratti evanescente, spesso ritenuto una chimera, nella notte del 13 dicembre finalmente è divenuto realtà e diremmo, una bella realtà. E’ stata un’epifania difficile, ha coinvolto due governi, ad ognuno dei quali dobbiamo riconoscere di aver compiuto un passo fondamentale per i nostri obiettivi. Il percorso di questo rinnovo è stato infatti avviato dalla Ministra Valeria Fedeli. Sin dalle prime fasi del suo insediamento, la Cisl Scuola aveva sollecitato l’attenzione del Dicastero di Viale Trastevere sulle problematiche retributive dei dirigenti scolastici, largamente penalizzati e lontanissimi dalle retribuzioni percepite dai dirigenti di Università e Ricerca. L’Atto di indirizzo emanato dal Comitato di settore aveva allora definito come obiettivo la progressiva equiparazione della retribuzione di posizione di parte fissa, ma nulla si sarebbe potuto fare se non fossero state stanziate in legge di bilancio le necessarie risorse. Questo è quanto appunto è avvenuto, anche grazie al sostegno della Ministra Fedeli e alla costante azione di mediazione e di paziente costruzione effettuata dalle organizzazioni sindacali con tutte le parti politiche. Si è trattato del primo fondamentale passo verso un rinnovo contrattuale importante.

Ma il percorso, nei mesi successivi, si sarebbe rivelato lungo ed accidentato, anche perché il cambio di legislatura imponeva all’Aran un necessario confronto con i nuovi ministri insediatisi alla Funzione Pubblica e all’Istruzione, Giulia Buongiorno e Marco Bussetti. Quando finalmente si è entrati nel vivo della trattativa, si è palesata subito una difficoltà rilevante, che avrebbe potuto impedire il pieno raggiungimento dell’equiparazione della retribuzione di posizione di parte fissa. Infatti gran parte delle risorse erano allocate nell’E.F. 2020, mentre il Contratto non poteva che avere a riferimento il triennio 2016- 2018. Per evitare il vanificarsi di tutto il lavoro fin lì svolto e scongiurare l’ipotesi di veder dirottati i fondi verso altre esigenze, stanti le difficili condizioni della finanza pubblica, i sindacati hanno avanzato delle proposte tecniche per aggirare questo ostacolo apparentemente insuperabile. Ed è stato compiuto allora il secondo importantissimo passo verso il rinnovo contrattuale. Sia l’ARAN che il Ministro Bussetti hanno dato sostegno alle possibili soluzioni, sino ad ottenere quello che era stato il nostro fondamentale obiettivo sin dall’inizio: la piena equiparazione della retribuzione di posizione di parte fissa alle altre dirigenze del comparto, entro la vigenza contrattuale. In tal modo la retribuzione di posizione parte fissa dei dirigenti scolastici, a decorrere dal 31 dicembre 2018, passerà da 3.556, 68 euro a 12.565,11. Un risultato che riteniamo importante non solo per l’entità economica, ma anche perché riconosciuto valido e necessario da due differenti governi, al di là delle diverse impostazioni politiche; un esempio di costruzione positiva che riconosce le ragioni dei dirigenti scolastici.
Agli aumenti sopra ricordati devono essere sommati i benefici derivanti dalle risorse contrattuali previste per l’intera PA nella misura del 3,48 per cento della base retributiva, e corrispondenti a 135,00 euro (lordo dipendente) che i dirigenti scolastici vedranno nel loro cedolino a partire dal primo gennaio 2018 e ad una quota di 19,9 euro mensili che confluirà sul Fun per alimentare la retribuzione di risultato.
Anche la parte normativa del CCNL reca novità, in primo luogo con l’istituzione di Organismi paritetici per l’innovazione che hanno anche lo scopo di offrire uno spazio di confronto sulla ricaduta delle innovazioni legislative sul lavoro dei dirigenti e poi con la ricostruzione di un sistema di relazioni sindacali a lungo compresso. Sono state introdotte misure a tutela dei dirigenti con gravi patologie e che necessitano di terapie salvavita e la possibilità di ferie e riposi solidali per assistere figli minori bisognosi di cure. Gli obblighi relativi alla sicurezza nei luoghi di lavoro, anche nel CCNL sono stati ricondotti alle funzioni organizzative e gestionali svolte dal dirigente, come peraltro già evidenziato da alcune sentenze della Cassazione. È stata ripristinata la delega di funzioni in caso di assenza, per assicurare la continuità delle attività ordinarie e straordinarie e la possibilità entro i cinque anni di servizio di chiedere la restituzione al ruolo di appartenenza.
Il testo firmato quasi alla mezzanotte del 13 dicembre 2018, condiviso da tutte le sigle sindacali rappresentative (e anche questo non è di poco conto) dovrà ora seguire la consueta procedura di validazione prima della sottoscrizione definitiva, per la quale occorrerà qualche settimana e che dunque avverrà nel nuovo anno. Ma possiamo senz’altro dire che non potevamo chiudere meglio quello in corso. Per consultare il testo dell’ipotesi di accordo cliccare qui.

Dic 13

Assemblea nazionale Cisl Scuola, ecco il documento finale

Si sono svolti ieri, 12 dicembre, a Roma, i lavori dell’Assemblea Nazionale CISL Scuola, aperti dalla relazione introduttiva della segretaria generale Maddalena Gissi e conclusi con l’approvazione di un documento finale che fissa le linee d’azione del sindacato nell’immediato e in vista della nuova stagione contrattuale dei dipendenti pubblici. Il documento, che dà avvio a una intensa campagna di consultazione e confronto sulle linee guida per il rinnovo del contratto 2019-2021, esprime fra l’altro la più ferma condanna per l’atto di terrorismo di Strasburgo che ha colpito una città simbolo dell’unione europea e per l’inqualificabile episodio di oltraggio alla memoria delle vittime della shoah avvenuto in questi giorni a Roma.
Nel corso dei lavori dell’Assemblea, che si sono svolti all’Auditorium di via Rieti con la partecipazione di tutti i segretari delle strutture territoriali CISL Scuola d’Italia, sono intervenuti anche Gianluigi Petteni, Presidente Nazionale dell’INAS, il patronato della Confederazione di via Po, e il segretario generale aggiunto della CISL, Luigi Sbarra.

Questo il testo del documento approvato.

L’Assemblea Nazionale della CISL Scuola, riunita a Roma all’Auditorium di via Rieti, udita la relazione della segretaria generale Maddalena Gissi, la approva con i contributi emersi dal dibattito e dall’apprezzato intervento del segretario generale aggiunto della CISL Luigi Sbarra.
L’Assemblea Nazionale ritiene che il sindacato confederale sia oggi chiamato a svolgere un ruolo essenziale come fattore di coesione per l’intero Paese, in una situazione di perduranti difficoltà a livello economico e sociale nella quale tendono ad accentuarsi squilibri e disuguaglianze, sia a livello individuale che territoriale. Rimettere in cammino il Paese verso obiettivi di crescita e sviluppo richiede in premessa la disponibilità ad assumere il bene comune come orizzonte di valore, di pensiero e di azione, contrastando la diffusa e pericolosa tendenza a far prevalere la tutela del proprio specifico interesse, nel segno di un “sovranismo” che sembra pervadere sempre più i rapporti sociali e più in generale le relazioni internazionali.
Preoccupa lo stato di tensione che caratterizza in questa fase il rapporto con l’Europa, non perché non vi siano limiti, insufficienze e necessari cambiamenti nelle modalità con cui son state fin qui intese e gestite le politiche comunitarie, che vanno affrancate dal peso dominante della finanza e delle logiche di mercato. Inquieta l’assenza di una visione comune che sarebbe quanto mai indispensabile per reggere la concorrenza con le tradizionali e nuove super potenze politico-economiche, mentre il riemergere dei nazionalismi sembra dimenticare ciò che questo ha significato per l’Europa fino alla metà del secolo scorso. È quanto mai necessario rilanciare un forte impegno per rafforzare il progetto di un’Europa dei popoli, delle libertà e dei diritti, a partire da quello fondamentale del lavoro, e della solidarietà.
L’Assemblea Nazionale condivide e assume
 l’impegno messo in campo dalle Confederazioni e in modo particolare dalla CISL per rivendicare modifiche a una legge di bilancio priva di respiro strategico, inadeguata rispetto alla necessità di stimolare in modo efficace crescita e sviluppo, che privilegia la spesa corrente rispetto agli investimenti, con misure di contrasto alla povertà che rischiano di ridursi a mere politiche di assistenza, in mancanza di concreti incentivi alla creazione di opportunità di lavoro. Preoccupante l’assenza di interventi che puntino a rafforzare le grandi reti pubbliche del paese: sanità, istruzione, servizi all’infanzia, assistenza alle tante situazioni di disagio. A ciò si aggiunge la palese insufficienza delle risorse destinate al rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici. In tale contesto, manifesta piena disponibilità a sostenere gli obiettivi indicati nella piattaforma confederale anche con le azioni sindacali eventualmente necessarie.
L’Assemblea Nazionale apprezza e condivide l’azione particolarmente determinata e chiara della CISL nel rivendicare giusta attenzione da parte del Governo e riconoscimento di adeguati spazi di confronto con le rappresentanze del lavoro in un’ottica di valorizzazione del dialogo sociale.
Sotto questo aspetto valuta positivamente i risultati ottenuti attraverso un presidio intelligente e determinato delle sedi di confronto sindacale nell’ambito del settore scuola, sedi il cui valore si è rafforzato in modo significativo col rinnovo del CCNL di comparto. Confronto e negoziato hanno consentito di affrontare e risolvere molte criticità derivanti dall’applicazione di norme legislative controverse come la legge 107/2015, ponendo nel contempo le premesse per efficaci e opportuni interventi correttivi. È ora indispensabile dare all’azione sindacale di comparto ulteriore impulso, in previsione della nuova stagione contrattuale.
L’Assemblea Nazionale, assumendo le linee guida definite unitariamente e approvate dal Consiglio Generale CISL Scuola dell’11 dicembre 2018, indica la necessità di promuovere ad ogni livello dell’Organizzazione una fase di approfondito dibattito negli organismi statutari e in categoria perché sugli obiettivi indicati si realizzi il massimo di consenso e di sostegno; a tal fine è indispensabile che l’attenzione alle specificità dei singoli profili professionali si colleghi a una chiara ed efficace visione di sintesi, che traduca anche nella declinazione degli obiettivi contrattuali l’idea di scuola come comunità educante espressamente enunciata nel contratto nazionale.
L’Assemblea Nazionale auspica una sollecita conclusione del negoziato per il rinnovo del CCNL della dirigenza scolastica, in modo da portare a definitivo e coerente approdo una stagione contrattuale quanto mai impegnativa e difficile, dopo anni di blocco dei contratti pubblici.
L’Assemblea Nazionale manifesta orgoglio e soddisfazione per i dati che assegnano alla CISL e alla CISL Scuola un ruolo di primo piano nella rappresentanza del lavoro nei settori dell’istruzione e della formazione, grazie al consolidarsi di un tradizionale primato associativo e ai buoni risultati conseguiti nel voto per il rinnovo delle RSU. Questi dati confermano il successo di un modello sindacale che unisce concretezza e visione e che trova fondamento nel rapporto diretto e costante con le lavoratrici e i lavoratori. L’attenzione che la CISL Scuola dedica quotidianamente a migliaia di persone attraverso la rete capillare delle strutture territoriali, mentre concorre in modo decisivo a rafforzare la solidità del tessuto organizzativo è anche un antidoto prezioso contro ogni rischio di possibile deriva burocratica dell’azione sindacale. Anche attraverso le opportune sinergie con i servizi di patronato, raccogliendo le sollecitazioni in questo senso contenute nell’intervento in Assemblea, ricco di spunti, del Presidente dell’INAS Gianluigi Petteni, vanno rese ancor più efficaci le azioni rivolte all’assistenza e alla tutela delle persone, con specifica attenzione alle iscritte e agli iscritti CISL.
L’Assemblea Nazionale, profondamente colpita dall’ennesimo attacco di matrice fondamentalista portato questa volta in un luogo di alta valenza simbolica perché sede di un’istituzione europea di primaria importanza, esprime la più ferma condanna insieme al cordoglio per le vittime innocenti e alla solidarietà per le comunità più direttamente coinvolte in atti di intollerabile e ingiustificabile barbarie.
L’Assemblea Nazionale esprime profondo turbamento per il riproporsi di episodi come quello verificatosi a Roma col furto delle “pietre d’inciampo” poste in ricordo delle vittime della violenza nazi fascista. Si tratta di episodi in cui il riaffacciarsi di ideologie sconfitte dalla storia denota assenza totale di memoria, di cultura, di civiltà e di umanità. Parimenti denotano gravi carenze di cultura civica, manifestatesi in comportamenti di totale incoscienza e nella colpevole violazione di elementari norme di sicurezza, i fatti accaduti alla discoteca di Corinaldo in provincia di Ancona, anche in questo caso con un tragico bilancio di giovani vite. A fronte di questi episodi si rendono ancora più evidenti le ragioni che rendono sempre più fondamentale per il Paese il compito di educare, formare e istruire affidato alla nostra scuola pubblica.

APPROVATO ALL’UNANIMITA’

 

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